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ALLA LUCE DELLA FEDE
Gli adulti e la fede -> dovè tuo fratello
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70 anni
dovè tuo fratello
quante possibilità ha l'uomo per salvarsi, e noi in chè misura potremmo aiutarci?
io penso che ognuno di noi nella vita trascorsa, avrà fatto o visto fare
una conversione, o viceversa un rinnegamento della fede.
in quel particolare momento,cosa vi è rimasto dentro che avreste voluto
fare, ma non avete fatto? le nostre esperienze positive, o negative,
possono aiutare i nostri fratelli che stanno per farle.
un abbraccio nel signore gesù nostra speranza
PASQUALE
Inserito il 21/06/2010 23.34.21
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67 anni
Parlo spesso con tanta gente e noto grande desiderio di vedere, sentire,parlare di cose positive. Non ho mai pensato di convertire nessuno, ma sento tanta gioia quando incontro persone giuste, pie, umanamente ineccepibili, disposte a commentare un brano di vangelo o una notizia che ti turba l'anima per l'efferatezza con cui viene raccontata, gestita e vissuta.
Cerco prima l'uomo con cui condividere prima la vita basata su un'etica universale e poi il cristiano: non  si può essere veri cristiani se l'uomo è assente.
Con la Chiesa condividiamo umilmente il bene e il male, il male dell'uomo e il bene di Dio: cercando così di accettare una comunità, un popolo di cui Dio ne conosce profondamente la stoffa e pazientemente e teneramente sa attendere, convinti che siamo semplici operai di una vigna di un Padrone buono, santo, giusto, misericodioso.
Forse, qualcuno dirà che questo metodo è sbagliato?
Io e i miei amici lasciamo a Dio l'ultima parola.
Inserito il 30/06/2010 16.50.59
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61 anni
DOV'E' TUO FRATELLO?
Il problema è proprio l’assenza dell’Uomo e l’episodio del Genesi è alquanto emblematico. L’omicidio – espresso in poche parole, neppure un versetto – nasce dall’uomo che non vede l’altro come fratello, ma come nemico, antagonista. Notate come anche in questa pagina, come già in Genesi 3, la posizione centrale sia occupata dalla domanda di Dio: “Abele, dov’è tuo fratello?” Caino rifiuta di avere un fratello e di essere fratello e rispondendo negativamente alla domanda dell’Eterno cancella il fratello dalla realtà della sua mente (“sono forse il custode di mio fratello?”). Ma così facendo Caino, cancellando Abele, cancella anche se stesso, cancella il suo essere fratello e questo non rimane senza conseguenze, perché se è vero che Abele, nel racconto metastorico non parla mai, però una volta ucciso, fa sentire la sua voce: “la voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo”. La terra impregnata del sangue del giusto grida verso Dio. Questo per dire a noi che se anche non vogliamo ascoltare la voce del sangue di tanti nostri fratelli e sorelle che grida dalla terra ormai profanata, non possiamo non ascoltare la domanda di Dio che, come scriveva Quasimodo, arriva fin dentro la nostra giornata: “Abele, dov’è tuo fratello?” La domanda di Dio e la voce del sangue del fratello che grida dal suolo risuonano ancora nei nostri condomini, nelle nostre periferie, nei Centri di prima accoglienza, nelle prigioni, negli ospedali, nelle baraccopoli delle città del mondo, risuona diretta e inequivocabile laddove la fraternità umana è uccisa dall’interesse economico, dall’odio, dall’ingiustizia e dalla violenza. Per potermi accorgere dell’altro, del suo bene o del suo male, io dovrei convincermi, prima di tutto, di essere proprio “il custode di mio fratello”...e le cose cambierebbero. Con affetto.

don Moreno

Inserito il 20/07/2010 16.16.12
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