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Tempo Ordinario - anno II (feriale) - anno C (festivo)
E' vero che siamo già alla terza settimana del tempo ordinario e fra non moltissimo faremo la lunga pausa della Quaresima, ma sarebbe bello se riuscissimo ogni giorno a condividere, non un trattato di esegesi sul brano quotidiano, ma un pensiero.
Cominciamo da oggi? (Naturalmente non aspettate che sia sempre io a proporlo, il primo che riesce la mattina può farlo , facciamo a gara?)
Oggi memoria obbligaoria dei santi vescovi Timoteo e Tito, il Vangelo della memoria ci ricorda che
: La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il signore della messe,
perché mandi operai nella sua messe!
Spesso preghiamo per le vocazioni, ma mi chiedo, noi che facciamo questa preghiera quanto accogliamo l'invito del Signore a lavorare nella sua Messe? Quanti si chiedono cosa vuole il Signore da loro, ma al dunque pongono tante di quelle giustificazioni al loro no?
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Inserito il 26/01/2010 11.29.07
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Collaboratore
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Bello...
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Citazione suorliana ha scritto:
Quanti si chiedono cosa vuole il Signore da loro, ma al dunque pongono tante di quelle giustificazioni al loro no?
Una delle prime cose che è saltata all'occhio è che - non a caso - la memoria di Timoteo e Tito è preceduta il giorno prima dalla festa della conversione di S.Paolo, un apostolo con la "A" maiuscola che, nella prima lettura di oggi, scrive delle parole commoventi a Timoteo (leggere per credere!).
Paolo raccomanda a Timoteo di non vergognarsi di dare testimonianza al Signore (2Tm 1,8); penso che il Signore getti tanti semi di vocazione in mezzo a noi ma capita purtroppo che in alcune occasioni viene a mancare il coraggio di prendere fino in fondo delle decisioni, anche in controtendenza. Ecco la "vergogna": un'umanità (me compreso) che fa fatica a rendere piena testimonianza al Padre.
Qualche anno fa uno dei miei superiori in seminario diceva sempre che, prima ancora di chiedere al Signore che semini nuove vocazioni, è importante pregare per dare quel briciolo di forza e di fede in più a quelle persone che si trovano di fronte a una scelta importante della propria vita...
... i semi ci sono già, basta farli "germogliare" 
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Inserito il 26/01/2010 15.23.56
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Collaboratore
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giornata dell'abbondanza
oggi il vangelo pare la festa dell'abbondanza.... la semente è gettatat ovinque....
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,1-20.
Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra cadde fra i sassi, dove non c'era molta terra, e subito spuntò perché non c'era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un'altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per intendere intenda!». Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: «A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, perché: guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato». Continuò dicendo loro: «Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte le altre parabole? Il seminatore semina la parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando l'ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro. Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la parola, subito l'accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della parola, subito si abbattono. Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l'inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane senza frutto. Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l'accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno».
riporto qui un commento di san giovanni Crisostomo.. mi ha fatto bene e sono cintenta di condividerlo con voi
« Chi ha orecchi per intendere intenda ! »
Ma, dirai, a che pro seminare tra le spine, fra i sassi o lungo la strada ? Se si trattasse di un seme e una terra materiali, non avrebbe nessun senso ; ma poiché si tratta delle anime e della Parola, la cosa è degna di elogi. A ragione si rimprovererebbe a un coltivatore di agire così ; il sasso non può diventare terra, la strada non può non essere una strada, né le spine non essere delle spine. Ma nella sfera spirituale, non è lo stesso : il sasso può diventare una terra fertile, la strada non essere più calpestata dai passanti e diventare un campo fecondo, le spine essere sradicate e permettere al seme di dare frutto liberamente. Se questo non fosse possibile, il seminatore non avrebbe sparso il seme come ha fatto.
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Inserito il 27/01/2010 9.23.48
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Amministratore
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il Signore oggi ci chiede di ...
... verificare che terreno siamo!
Sono strada?
sono pietra?
sono spina?
o sono terreno buono?
o ... sono ognuno di questi terreni?
Sinceramente mi sono ritrovata un po' in tutti.
Sono strada quando presa dalle mille cose della vita quotidiana lascio scivolare su di me la Parola e ... me ne dimentico!
Sono pietra quando mi intestardisco a voler vedere negli altri gli errori e in me stessa solo il buono
Sono spina quando immediatamente dopo la partecipazione alla liturgia sono infervorata e desiderosa di mettere in pratica ciò che il Signor emi chiede, ma poi ...
ma sono anche terreno buono ogni qualvolta prendo coscienza di essere stata un terreno precedente e con la grazia e l'aiuto di Dio mi rimetto in carreggiata.
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Inserito il 27/01/2010 10.29.24
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suorliana ha scritto:
... Sono strada?
sono pietra?
sono spina?
o sono terreno buono?
o ... sono ognuno di questi terreni?
Il seme buono è la parola di Dio. Purtroppo è' difficile rendersi conto quale terreno siamo, perchè spesso pecchiamo della cieca presunzione di essere un buon terreno. " Non capite questa parabola , e come potrete comprendere tutte le parabole "? Personalmente, specie in tempi passati, ho creduto di essere attenta alla Parola, ma non era così, non è solo importante essere attenti e capire la Parola, ma vitale è metterla in pratica.
Quante volte mi sono scoraggiata, mi sono intristita, ho avuto paura, mi sono fatta prendere dalle passioni del vivere quotidiano o sono andata in crisi ??? Tante, tantissime. E ogni volta che mi lascio prendere dallo sconforto significa che la Parola di Gesù mi è scivolata addosso. La mia anima si ammala per mancanza di fede nella Sua parola :" Di non solo pane vive l'uomo, ma da ogni parola che esce dalla bocca di Dio". Ed è vero come il cibo mantiene il mio corpo, così la Parola di Dio mi guarisce nello spirito.
Devo sempre abbandonarmi a Lui e fare del mio cuore un terreno fertile, e allora guarirò.
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Liana ....Dio è amore, sia fatta la Sua Volontà.
Modificato dall'autore il 27/01/2010 15.50.02
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Inserito il 27/01/2010 15.49.04
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Amministratore
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Mc 4,21-25
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"Fate attenzione a quello che ascoltate.
Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi,
vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha,
sarà tolto anche quello che ha"
Il Signore oggi ci chiede la disponibilità ad ascoltare ed accogliere la Parola, a chi ha "disponibilità" sarà dato ...
siamo tra quelli a cui sarà dato?
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Inserito il 28/01/2010 13.51.39
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Mc.4,23,24
" Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti";
Fa parte dello stesso brano citato. Spesso mi chiedo se noi cristiani siamo capaci di ascoltare:
- ascoltare è guardarsi attorno, ascoltare i rumori attorno a noi, guardare oltre la punta del nostro naso
- ascoltare è osservare il silenzio dentro di noi e fare attenzione al silenzio dell'altro
- ascoltare è immedesimarsi nella Parola, amare la solitudine del prossimo
- ascoltare è amare senza parlare, lavorare nel silenzio
- ascoltare è parlare scoprendo la voce e il silenzio altrui
- ascoltare è cercare di capire senza pregiudizi, amare senza tornaconto
- ascoltare è desiderare che il cambiamento è possibile
- ascoltare è immagazzinare per poter donare
- ascoltare è saper sperare in Dio e nell'uomo
- ascoltare è credere che una pietra possa diventare feconda,la spina una rosa
- ascoltare è decidere di non giudicare, ma saper perdonare
- ascoltare è aspettare che un seme diventi pane da donare
- ascoltare è non pretendere nulla, disposti sempre ad accogliere
- ascoltare è essere sempre casa aperta
- ascoltare è bussare per chiedere aiuto, perché nessuno è perfetto
- ascoltare è far scoprire nell'uomo quel barlume di somiglianza divina che ancora rimane
- ascoltare è accettare la parola di Dio senza se e senza ma
- ascoltare è prepararsi al solo giudizio di Dio
- ascoltare è desiderare il Regno dei cieli.
" Fate attenzione a quello che ascoltate": da questo dipende la vita eterna.
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Inserito il 28/01/2010 14.58.15
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Mc 4,21-25
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Citazione suorliana ha scritto:
"Il Signore oggi ci chiede la disponibilità ad ascoltare ed accogliere la Parola, a chi ha "disponibilità" sarà dato ... siamo tra quelli a cui sarà dato?
Sono andata a leggere nel Vangelo il commento su questo brano della Liturgia di oggi :
"Marco ha qui ragruppato 4 piccole parabole che sono suscettibili di diverse interpretazioni...Nel presente contesto possono essere tutte intese dell'insegnamento di Gesù, luce che bisogna far brillare e di cui i beneficiari sono in qualche modo i responsabili"
Responsabili... questa parola ci deve far riflettere, abbiamo la responsabilità di trasmettere la Parola che abbiamo ascoltato ed accolto, non possiamo trattenere per noi i doni ricevuti Il nostro compito è quello di essere disponibili e al servizio di Gesù, e come? Nel massimo coinvolgimento di ognuno di noi, secondo il proprio dono, nella liturgia, nella carità, nel lavoro,con i giovani, gli anziani e gli ammalati. S.Agostino riguardo l'Eucarestia, che chiamava il mio riscatto, diceva mangio , bevo e distribuisco.
Dobbiamo brillare di generosa cristianità, al vero cristiano brilla negli occhi una luce particolare che contagia, il nostro appartenere a Cristo deve essere visibile e tangibile agli altri, solo allora saremo tra quelli a cui sarà dato, saremo ...perchè non ci è dato di sapere il nostro compenso in questa vita.
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Liana ....Dio è amore, sia fatta la Sua Volontà.
Modificato dall'autore il 28/01/2010 18.37.26
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Inserito il 28/01/2010 18.31.41
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Collaboratore
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la parola ascoltata
Ancora una volta il Vangelo di oggi ci invita all'ascolto della Parola e lo fa paragonandola alla semente
Marco 4,26-34.
Diceva: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra». Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere. Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.
Tutto ci vine dato sotto forma di seme..anche il battesimo è un seme posto nel cuore, così la fede ecc; la parola è un seme posto ni me.Samattina meditando questo piccolo pezzo di vangelo mi sono chiesta come custodisco questo seme e mi sono accorta che molte volte lo custodisco fino a dimenticarlo... meno male che Gesù dice: dorma pur l'uomo o vada la suo lavoro ..il seme continua a crescere....
Tutto è davvvero frutto dello spirito, anche questo però mi è dato in seme e cresce nella misura della mia dosèponibilità all'acolto e all'impegno di tradurre in vita la parola.
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Inserito il 29/01/2010 8.45.40
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Mc 4,26-34
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Gesù dice " ..dorma o vegli, di giorno o di notte il seme germoglia" Come ? questo è il grande mistero, Dio agisce nel nostro cuore, anche misero, se lo trova libero dalle passioni e disposto ad abbandonarsi al Suo Divino Volere. Vivere giorno per giorno, senza la pena del domani, affidandoci completamente a Lui , è già un passo grande perchè lo Spirito possa agire su di noi.
La mia attenzione si è posata sulla frase :" Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa". Come faremmo noi a capire il Vangelo senza l'aiuto dei Sacerdoti ? Nelle Omelie, è Gesù che ci parla attraverso i Suoi Ministri, che ci spiega la Parola. Ascoltiamo con attenzione la Parola del Sacerdote con la certezza che è Gesù in persona che ci parla come faceva con gli Apostoli, ed allora la Messa avrebbe, per noi tutti, una maggiore valenza spirituale.
E' inoltre molto importante, se si può, seguire le catechesi di formazione ai Sacramenti, per dare al granellino di senape, che è in noi, la forza di germogliare bene.
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Liana ....Dio è amore, sia fatta la Sua Volontà.
Modificato dall'autore il 29/01/2010 10.37.10
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Inserito il 29/01/2010 10.34.40
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Mi sono fermata durante la meditazione, stamattina su
Così è il regno di Dio:
come un uomo che getta il seme sul terreno;
dorma o vegli, di notte o di giorno,
il seme germoglia e cresce.
Come, egli stesso non lo sa.
Ieri abbiamo ascoltato che la semina dipende dall'uomo: il seminatore (evangelizzatore) che non deve mettere ostacoli, che deve seminare ovunque e abbondantemente, e il terreno (l'uditore) che deve essere disponibile ad accogliere il seme.
Oggi la Parola ci ricorda che nè l'evangelizzatore, nè l'uditore possono pretendere di far crescere quel seme, essi sono strumenti, il seme ha forz ain sè per morire e portare frutto, il nostro compito è essere disponibili....
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Inserito il 29/01/2010 14.34.27
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Amministratore
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Mc 4, 35-41
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Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
Di cosa abbiamo paura?
Cosa ci ostacola nel nostro vivere pienamente in Dio?
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Inserito il 30/01/2010 9.57.49
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La paura è il sentirsi fragili davanti a quanto ci circonda.
Il vento, la tempesta, le calamità naturali, le difficoltà che possono capitare.
Bisogna non scoraggiarsi e ogni giorno affidarsi a Gesù con speranza e carità.
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Inserito il 30/01/2010 11.22.49
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Paura
Non t'importa che siamo perduti?
E' un rimprovero o grido di salvezza? Gesù risponde: mancanza di fede.
Rimprovero o grido di imprecazione di fronte alla perdita della vita e mancanza di fiducia in Gesù.
Ogni cristiano può avere un solo tipo di paura: quello di allontanarsi da Dio, di perderlo per non aver deciso di seguirlo, come Dio ci esorta nel primo comandamento che assieme al secondo comprendono tutta le legge e i profeti. E' lecito chiedere aiuto.
Non è Dio che ci condanna: siamo noi stessi, scegliendo il male, scegliamo liberamente la condanna. Il peccato, il male che scegliamo, non è altro che allontanarsi da Dio, rinnegarlo in libertà.
Chi è costui? questa domanda è sucessiva al miracolo...
Noi lo conosciamo o abbiamo la possibilità di conoscerlo, avere la sapienza di Dio. Anche a noi Gesù potrebbe rivolge il rimprovero e chiederci: Non avete ancora fede?
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Inserito il 30/01/2010 11.46.42
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Citazione suorliana ha scritto:
Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Di cosa abbiamo paura? Cosa ci ostacola nel nostro vivere pienamente in Dio?
E il vivere quotidiano che ci mette paura e spesso abbiamo ancora più paura del domani, ci logora pensare al futuro . Quando siamo nella sofferenza, Dio sembra essere indifferente ai nostri bisogni, perchè non esaudisce le nostre preghiere come vorremmo o nei tempi che vorremmo. Ma anche nella sofferenza Lui è con noi sempre e se abbiamo fede sentiamo la Sua presenza e il Suo conforto.
Sono stata sul Lago di Tiberiade, con la barca abbiamo fatto un giro, ed era calmissimo, come spesso lo sono i laghi, calmi e infidi, perchè possono scatenarsi le tempeste improvvise. Gli Apostoli hanno avuto paura perchè non avevano ancora fede. Non avevano ancora capito chi era Costui. Ma noi abbiamo il privilegio di sapere chi è Gesù, se crediamo il Lui, abbandoniamoci a Lui.
La nostra vita è come il lago di Tiberiade, all'improvviso può essere sconvolta dagli eventi tristi , ci sentiamo smarriti e abbandonati.... e abbiamo paura. Quante volte passati gli eventi dolorosi , ci siamo accorti che abbiamo dubitato ingiustamente dell'aiuto Divino, e quante volte ci siamo angosciati in anticipo per fatti che poi non sono successi ??
" Il mistero più grande, frutto della preghiera, è confidare in Dio, che è nella barca con noi"
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Liana ....Dio è amore, sia fatta la Sua Volontà.
Modificato dall'autore il 30/01/2010 12.19.52
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Inserito il 30/01/2010 12.18.00
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