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Home Page :: Comunità :: Il Forum
Caffè -> La poesia di Iris
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grazie
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..Grazie Liana anche a te...
..a volte ci chiediamo se sentiremo nel giorno che ci sveglia
la voce del grande Maestro
se il sole ci farà sentire la carezza di un amico
se i ns. pensieri voleranno nel cielo e qualcuno li prenderà
se la ns. voce si alzerà passando altri confini
è qualcuno seduto su una pietra udirà il ns. canto
....tutto questo passa per la ns. mente...
poi pensi che tu sei niente che nessuno importa di te
e la malinconia ti avvolge anche se forse sola non sei
che nessuno scrive per te
e lasci scivolare piccole lacrime
lacrime che il maestro raccoglie
legge e dal suo angolo di paradiso
risponde....aprendo il tuo casetto di speranze gioie ..
sceglie il suo messaggero e lo fa incamminare sulla tua strada
...allora il mattino bussa alla tua finestra
e ti consegna il sole....
lo prendi tra le tue mani......e scorgi il sorriso amico
leggi le sue parole e le fai tue
perchè le mie sono sue
ed il grande Maestro che ci fa guida
che ci mette sullo stesso binario
un treno che va e viene
e Lui si diverte.....ed io mi commuovo
ringraziandoli entrambi...
perchè mi trasmettono benessere...
....Don Moreno
è l'altra parte d'inchiostro che continua a scrivere per tutti.
Buona giornata
con Dio nel Cuore.
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iris56
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Inserito il 16/08/2011 11.08.56
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SENZA TITOLO
E' divertente passeggiare
su questa strada
quanto sole.....
quanto calore
e colori
quanti volti si incontrano
un piacere osservare
ascoltare
per poi riprendere
a guardare verso oltre...
disegnando nuove immagini
scrivendo altre storie
..storie immaginarie
storie vere
prese lungo la via...
..strascichi lasciati ...
ricomposti da un autore
senza tempo
per portarli nel tempo
di un libro...
Questo “graffio sul muro” di Iris mi ha richiamato alla mente un fraseggio del libro On the Road di Jack Keruac. del ’57, che divenne quasi il manifesto di una generazione: “Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati”. “Dove andiamo?”. “Non lo so, ma dobbiamo andare”. Come scrive Iris, la strada è divertente, ci sono il sole e i colori nonché tanti volti conosciuti... ma c’è dentro ciascuno di noi il desiderio di gettare lo sguardo sempre verso oltre. Oltre il paesaggio che conosciamo ce ne sono altri, ci sono altre vie...e lasciamo libera la fantasia di disegnare nuove immagini, e di scrivere altre storie, immaginarie ma vere...perché tutto è possibile all’amore. Storie raccolte lungo la via, tue, di altri...chi può dirlo? Comunque storie che hanno lasciato il segno e sono pertanto degne di essere raccolte e portate con sé. Strascichi lasciati...ricomposti da un autore senza tempo per portarli nel tempo di un libro. Perché? Perché diventino tesoro per chi li raccoglierà dopo di te, e potere anche lui comporre il Libro della Vita. Oggi noi siamo quello che siamo perché nel nostro cammino abbiamo raccolto i sogni di chi ci ha preceduto e gli abbiamo dato una vita e un’anima. E questi strascichi di vita hanno cominciato a raccontare e ci siamo accorti che ciascuno di questi non raccontava cose strane e mai vissute, bensì raccontava la nostra storia. Domani, chi raccoglierà i nostri sogni, si accorgerà che in realtà sono i suoi sogni, quelli che ha sempre avuto. In verità il paesaggio è uno solo e noi dobbiamo imparare a guardarlo con gli occhi di chi lo ha creato. Ho cercato e trovato il dialogo di Chesterton, nelle Avventure di un uomo vivo: “C’è una sola cosa che la scienza abbia mai scoperto, un gran messaggio di gioia, ed è che il mondo è rotondo”. “voglio dire” rispose “che andare dritto intorno al mondo è la strada più corta per giungere al posto dove vi trovate”. “Ma non sarà anche la più corta, domandai, rimanere dove siamo?” “No, no, no!” esclamò con grande enfasi “Cotesta strada è lunghissima e quanto mai faticosa. Alla fine del mondo, alle spalle dell’aurora, troverò la sposa che veramente sposai e la casa ch’è veramente casa mia. E davanti a quella casa sarà un lampione anche più verde di quello che ora c'è e una cassetta postale anche più rossa. Non sentite mai bisogno” mi disse con passione repentina “non sentite mai bisogno di fuggire dalla vostra casa allo scopo di ritrovarla?” ». Ecco perché non si deve rimanere, ma occorre andare, con lo sguardo sempre rivolto verso l’oltre...e ritroveremo quello che ci eravamo dimenticati di avere. Con affetto.
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Inserito il 04/09/2011 1.12.42
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Citazione moreno ha scritto:Questo “graffio sul muro” di Iris mi ha richiamato alla mente un fraseggio del libro On the Road di Jack Keruac. del ’57, che divenne quasi il manifesto di una generazione Autore molto negativo, insieme alla sua generazione Beatnik o Beat generation...hanno contribuito alla alienazione, al nichilismo, alla decadenza contemporanei. Non lo affiancherei al buon Chesterton, citato successivamente.
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Inserito il 04/09/2011 8.26.52
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E' vero, ma...
Ennio, è vero quello che scrivi, anzi (lo sai certamente) ha contribuito oltre che alla "beat generation" anche a diversi movimenti del '68 certamente non positivi. Scusa, ma tu non hai mai letto un libro di un filosofo o di uno scrittore ateo o agnostico? Sarebbe il colmo se, in una scuola, l'insegnante di lettere o filosofia dicesse ai ragazzi: "Il nostro programma prevede solo lo studio di autori cristiani", oppure il contrario. Nella mia scuola ci sono insegnanti atei che fanno (e anche bene...a volte facciamo lezione insieme) anche S.Tommaso, S.Agostino e altri Padri della Chiesa. Non andresti a visitare una mostra di pittura di un artista agnostico? A teologia c'è anche la materia "apologetica", cioè prendere visione del pensiero contrario e dimostrare l'errore. Ora questo non è il caso di Keruac: lui ha avuto una vita "dannata", diciamo così. Pensa che si riteneva religioso. In ogni modo dobbiamo leggere e citare qualunque autore. La cultura, se è autentica, non è né laica né cattolica: è cultura, semplicemente cultura. Poi, per le letture, il credente farà le sue scelte conseguenziali. Ma non si può continuamente dire: quello non si può leggere, quello non è in linea, quell'altro è contro...sei nostalgico dell'Indice e della Censura? Ciao carissimo.
PS. Però in questo forum sulla poesia questo dibattito è off-topic.
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Modificato dall'autore il 04/09/2011 23.33.52
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Inserito il 04/09/2011 23.32.01
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Citazione moreno ha scritto:Scusa, ma tu non hai mai letto un libro di un filosofo o di uno scrittore ateo o agnostico? Certamente e li cito pure.
Citazione moreno ha scritto:La cultura, se è autentica, non è né laica né cattolica: è cultura, semplicemente cultura. Molta "cultura" contemporanea non è cultura, fa parte proprio del nichilismo non dir niente, non rappresentare niente o rappresentare in negativo, l'importante è che se ne parli, che si venda, che il quadro sia quotato, anche se il valore artistico intrinseco è nullo (anzi meglio, secondo questa visione o non visione della cultura...).
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Inserito il 05/09/2011 0.42.52
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IRIS, VORREI FARTI UN REGALO
Vorrei scriverti la traduzione di un epitaffio molto bello, composto per una bambina, Nasenakebit, mancata in Egitto poco prima dell'Epoca Tolemaica. Lo riporto perché è un testo che mi ha suscitato un'intensa commozione e l'iscrizione su stele (che era nella tomba) ora è al Museo di Leiden con il n° v,55. Nasenakebit è una bambina che impietosisce per la sconsolata tristezza della sua vicenda: strappata dalla morte alla sua serena infanzia, viene gettata nell'oscurità del regno dell'aldilà (ricordate che siamo in Egitto, quasi 4 secoli prima di Cristo) dove, lei che godeva della compagnia della gente, ora è sola e spaventata. Fosse vissuta nell'Antico Regno o nel Primo Periodo Intermedio la visione sarebbe stata piena di luce e di gioia. Ogni volta che la leggo la vivo perchè, in minima parte, di questa composizione me ne sono occupato anch'io. Ecco il testo e uso l'arancione perché il blu è tuo.
"Invoco il tuo spirito, o Signore degli dèi,
perché io sono una bimba.
La vita mi fu spezzata quando ero ancora una bimba senza peccato.
Dico ciò che mi è successo:
io dormo nella valle dell'Occidente pur essendo una bimba.
Ho sete, benché acqua sia accanto a me:
fui strappata dall'infanzia prima che fosse tempo.
Mi lasciai la mia casa alle spalle, come una piccola cosa,
senza che me ne fossi saziata.
L'oscurità, l'orrore di un bimbo, è venuta sopra di me,
quando il petto materno era ancora nella mia bocca.
Gli spiriti morti di questa sala scacciano chiunque da me,
mentre io non sono ancora nell'età della solitudine.
Allora era contento il mio cuore, quando vedeva molta gente,
poiché io amavo la gioia.
O re degli dèi,
signore dell'eternità al quale tutti vengono!
Dammi pane, latte, incenso, acqua fresca
che viene dalla tua tavola di offerte.
Perché io sono una bimba innocente".
Il petto che è ancora nella bocca significa che non è ancora ragazza.
E' chiaro che non possiamo leggere questo epitaffio in chiave cristiana. Nei testi antecedenti c'è una spiritualità molto più alta. Per esempio, una frase del Papiro Insinger:
"Quando dio benedice un cieco, la sua strada è aperta.
Quando il cuore di uno zoppo è sulla strada di dio,
la sua strada è piana.
Il cuore di dio è contento se il povero è saziato davanti a lui;
se hai proprietà, danne una parte a dio:
questa è la parte dei poveri".
Ciao Iris. Con affetto.
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Modificato dall'autore il 08/09/2011 1.07.34
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Inserito il 08/09/2011 1.06.56
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Grazie
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Grazie.
Grazie D. Moreno
leggendola ti commuove
questa piccola creatura
che entra a far parte della ns. anima
e con mano leggera
con voce della sua immatura fanciullezza
riporta i suoi pensieri nascosti
della sua acerba età
si rivolge al vento
affinchè le sue ceneri vengano
sparse ovunque
che il suo cammino non si fermi
perchè ella vuole ancora vivere
nonostante la morte l'abbia rinchiusa nella sua sfera
ella soffoca rannicchiata nelle sue ginocchia
vuole uscire da quell'incubo
non è raggomitolata nel grembo materno
che la dissettava la sfamava la difendeva dalle intemperie
ora vuole sbocciare nel suo splendore
lasciare la foglia acerba e fiorire
per divenire una splendida fanciulla
una amabile donna
non si rassegna a vivere nel buio
in quell'odore sgradevole di terra consumata
calpestata dall'odio
e incomincia a scrivere con il suo cuore
su un marmo che porterà le sue impronte
...non conosce il tempo
ne il tempo conosce il segnale del fermo
e la piccola incomincia a raccontare la sua storia
le sue radici si muovono e piano piano
viene riportata alla luce
...sa che sta rinascendo
sa che ora potrà camminare
che non è sola
..i suoi riccioli capelli il vento accarezza
la spinge verso il sole
verso la fonte che la dissetterà
verso la tavola che la sfamerà
verrà rivestita di una fresca veste
ed il suo volto avrà mille volti come l'orizzonte
le sue spoglie avranno pace
perchè ella ha raggiunto il giardino
degli angeli
bende non ha più su quei occhi color cielo
ed il suo corpo è liberato da strette fasce
la sua piccola anima è un libro aperto
per ogni popolo
...è arrivta anche quì tra noi
con quella sua delicata dolcezza
ci ha cullati nelle sue braccia
e ci ha fatto commuovere con la sua storia
ci ha fatto rivivere quel pezzo di strada della sua esistenza
accompagnandoci con soave sua voce che io sento dentro di me
una piccola luce
che si è infiltrata negli occhi di questo uomo D. Moreno
in quell'orbita dove tutto è mistero
...quest'uomo che si commuove
davanti a questo involucro che invoca il Dio dell'umanità
di prenderla a Sè....
come se dicesse ....eccomi sono un seme acerbo dammi acqua che io germogli poi saziami affinchè diventi chicco di grano e fai di me il tuo pane e servimi sulla tua tavola
affinchè io divenga tua serva.....
oggi questo prezioso chicco è quì
tra noi grazie a te amico dei poveri
perchè ci dai la vista ci fai camminare ci dai da vivere...
Nulla va perso
tutto si conserva
tutto ritorna.
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iris56
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Inserito il 09/09/2011 17.23.26
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Da 'VIENIMI INCONTRO' di IRIS
Quante volte hai udito
questa frase
quanti visi piegati
nell'ombra di una mano
parole in cerca di Te
sentimenti ripiegati nella Tua Veste
emozioni fragili che si rifuggono
in quel vicolo di Luce
in quello spazio di eterno silenzio
aspettando ...
Mille pensieri passano
tra i binari della mente
molti lasciati per trovare spazio nell'infinito
altri chiusi in una valigia
solo una parte vengono tenuti stretti
dove sono riportati frammenti di una vita vissuta
una mappa disegnata
dove alcuni punti non hanno un ponte di congiunzione
allora sembra che tutto si può frantumare
ed allora ci sentiamo fragili nell'affrontare l'ostacolo....
Si cammina nella notte
tesi e persi
(...)
ed allora il panico prende possesso
immobilizzandoci....
non si conosce più la via da dove siamo venuti
non ricordiamo più chi siamo
ed è allora che qualcuno appare....
(...)
Non solo ho udito questa frase, ma qualche volta l’ho pure pronunciata, anche se sommessamente. E anche per me “l’ombra di una mano” è stata, ed è, la ricerca di un piccolo ma intenso spazio di intimità, e le parole che abbiamo detto erano come fari nella notte che cercavano di inquadrare la Tua immagine. Quante parole cercano altri volti e altre storie. Noi siamo quelli che all’ombra di una mano cerchiamo Te, e a Te, ormai lo so, piace farti cercare. La “pennellata” successiva mi ha rimandato un’immagine stupenda: “sentimenti ripiegati nella tua veste”. I vestiti di quel tempo (un po’ come quelli degli odierni religiosi) avevano una tasca dentro la piega destra, sul petto: era il piccolo tesoro che ciascuno custodiva gelosamente nei suoi viaggi; naturalmente il primo posto per il denaro era la cintura, vuota, per poterci infilare monete o piccoli sacchettini di pelle con il denaro. Ma la tasca sul petto era per custodire quello che ciascuno conservava gelosamente. E allora Iris mi ha fatto pensare che tutti siamo dei bigliettini nella veste di Gesù: Lui sa di averli e ne conosce lo scritto. Li custodisce accuratamente lì, sul petto, sul Suo cuore...e aspettano, aspettano che Lui li apra e dica: “Si, lo voglio!”. Non è importante quello che c’è in una valigia chiusa, ma sono importanti quei pensieri “tenuti stretti”. Non saranno dimenticati e hanno la forza, anche se non ce ne accorgiamo “di trovare spazio nell’infinito”.
La nostra vita è fatta di frammenti, di punti che sembrano non avere né senso né continuità. Ma c’è chi li saprà rimettere insieme e, se lo sapremo ascoltare ci farà vedere che i nostri frammenti, in realtà, erano e sono una mappa meravigliosa...e riprenderemo la forza per continuare il cammino. Non ci saranno più notti, fragilità, paralisi, panico, strade ignote e, quella che è la cosa più bella, ricorderemo chi siamo: piccole parole sul cuore di Gesù... “ed è allora che Qualcuno appare”. Con affetto.
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Inserito il 22/09/2011 0.00.51
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CARISSIMA IRIS
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Dato che hai gradito "L'epitaffio della bambina Nasenakhebit", mi permetto di regalarti un brano tratto da una composizione didattico-sapienziale a cui stiamo lavorando nuovamente. E' molto antica (2133 a.C. Primo Periodo Intermedio) e mi è consentito solo citarti alcuni versi . Magari, in futuro, con il consenso degli altri, te la manderò per intero. Si intitola: "Dialogo del disperato con la sua anima". Ha la forma, come dice il titolo, di un dialogo fra un uomo stanco di vivere e la sua anima. Il dolore per la condizione umana ha come sfondo le stesse tematiche del Giobbe biblico. Siamo davanti ad una visione alla quale il contesto ebraico non è mai arrivato...c'è voluto Gesù. Ascoltala, se vuoi.
(...)
Ciò che la mia anima disse a me:
La morte è davanti a me oggi,
come quando un malato risana,
come l'uscir fuori dopo una detenzione.
La morte è davanti a me oggi,
come il profumo della mirra,
come sedere sotto una vela in un giorno di vento.
(...)
La morte è davanti a me oggi,
come il tornar sereno del cielo,
come un uomo che riesce a comprendere
ciò che non conosceva.
Bella, vero? Non c'è risposta da parte dell'uomo, pertanto sembra che il "disperato" finisca con l'accettare il consiglio della sua anima. Noi, spesso, non solo non sentiamo i "consigli" della nostra anima, ma non ne sentiamo neppure la voce. Ciao. Don Moreno.
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Inserito il 19/10/2011 0.32.52
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Iris
Grazie Iris per i tuoi sentimenti poetici tratti da una natura all'apparenza inerte anche se verde e rigogliosa,ma non tutti siamo in grado di scoprire la bellezza del creato... a questo servono i poeti...
Anche un grazie a Don Moreno , grande commentatore entusiasta e capace di fare apprezzare la purezza e la grandiosità della poesia vera...
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Inserito il 19/10/2011 15.05.50
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Sulla Strada
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Sulla strada.
ognuno di noi
percorre kilometri
e non ne ricorda la velocità
ne i volti che si incontrano
la ns. mente è uno schermo di immagini
ma lascia che noi bruciamo ciò che non ci rasserena
che facciamo cenere ciò che non ci ha dato calore/
Spazziamo come voler ripulire
il ns. passato
mettere in ordine i cocci rimasti
deporli in una vetrina
dove la direzione del ns. sguardo ogni tanto
si soffermerà
è l'universo che portiamo dentro di noi
ci condurrà a rivivere in quei piccoli
frammenti salvati/
Ma l'alba
il tramonto
non possiamo eliminar
la strada che si presenta
ogni giorno
..l'alba
il sorgere del mattino
la sua voce
che irrompeva il mio sonno
che mi dava la flebile luce
che mi caricava del peso giornaliero
bisaccia zappa
e tanta strada da percorrere
per cosa poi?...
Camminavo
e non camminavo
fermo nei pensieri
nei mesi invernali
la nebbia mi fasciava
conducendomi in quella terra
per me ormai non più straniera
mani callose impugnavano
il solito strumento
le ore passavano senza accorgermi
dei solchi profondi procurati
scavavo fosse
per inserire semi che forse mai avrei visto
nascere
in quel terreno c'era la rabbia
la calpestavo e la odiavo
ma al tempo stesso
le davo acqua d'amore
le mie lacrime
e mi inginocchiavo
chiedendole perdono
la terra che mi offriva quel che poteva
ma che permetteva di raccogliere
i miei sfoghi
e nei mesi meno rigidi
mi offriva il suo letto
profumato cosparso
di fiorellini di campo
dove perdevo l'evolversi del tempo
dove anche il tramonto non svegliava
quel corpo addormentato
dove qualcuno prendeva voce--
qualcuno mi alzava
portandomi sulla Sua Strada
....una strada piana
dritta
senza sentieri
non avvertivo freddo ne caldo
non sentivo nessun peso sule mie spalle
le mie mani lisce
come se non avessero mai lavorato
..alba ...tramonto
tutt'uno
in un fascio di Luce
dove mi trovavo non sapevo
non mi interessava
avevo fatto sempre tanti km.
e non mi spaventava farne altri
ed anche se non mi avesse riportato indietro
ero curioso di percorrere quella strada
...le buche che avevo scavato
in tanti anni
avevano un perchè.....
in ognuno di loro avevo nascosto
i segreti della mia vita
ora non avevo più bisogno di nascondermi
potevo camminare nella
Luce del Sole
le Ceneri si alzavano
si ricomponevano
rinascevano in me i ricordi
la nebbia si schiariva
ridandomi ciò che avevo cancellato
la mia storia
ritornò alle mia radice
la mia radice si rinnestò
in quella terra
che diede dei germogli di vita
....quella voce
mi aiutò a guardar dietro
e avanti
passato
presente/
Non sono poeta
ne scrittore
solo un diario
che ha voluto parlare...
uscire dalla tenebrosa
terra.
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iris56
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Inserito il 26/10/2011 10.25.31
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cercare è sentire
Scavare nel passato degli altri è sempre difficile perchè indecifrabili sono le rime di un'anima che prende voce nessuno può inoltrarsi nelle vesti della morte....
..Scavare per riportare a galla l'agonia di un essere che non ha voglia più di esistere che è stanco di una terra che l'ho ha reso schiavo che ha fatto di egli una roccia dura ma che è stato duramente scolpito da frecce puntigliose roccia bagnata di sangue che pur seppellito ha continuato a sanguinare ...una roccia che non tende a morire e che dopo secoli è stato riportato nel presente ....un corpo sfrattato dalla carne piccoli frammenti di ossa riportati su un banco di osservazione dove ancor da dar dimostrazione di essere vissuto ..sezionato nei pensieri strappolato da quella sua intimità con la morte ....ultimi momenti integri di un dialogo visivo con quel personaggio invisibile e mai ascoltato..ne mai esistito per me ...non colsi mai la sua voce ne lo volli come compagno ne mai chiesi un suo parere ne mai fu' da me accettato.
Quel giorno ricordo chiaro le mie gambe non si reggevano più la vista aveva una panna bianca la mente non reggeva i miei pensieri
quel tronco che mi apparteneva si stava consumando lo vedevo ripiegato su se stesso non sentivo fluire più energie stavo ripiegandomi come un sacco vuoto la fine di tutto stavo avvolgendomi per essere depositato mangiato dai vermi della terra spogliato dei miei benesseri e dimenticato..non avevo nessuno a cui lasciare le esperienze della vita..non avevo vicino a me nessuno che potesse prendere le mie ultime parole ne volevo pietà ....
Mi trovai disteso il mio viso apparteneva a quel cumulo di terra fredda ma mi accorsi che si stava bagnando ..erano le mie lacrime ...le braccia erano tese ...le mie lacrime scrissero...pover'uomo disperato....cos'è la disperazione? ..cosa volevano dire...stavo soffocando era questa la disperazione...volevo aggrapparmi ancora all'esistenza vita...avevo paura che sarei andato per una via buia ..io che non ho mai creduto in nessun'altra vita ora mi ponevo delle domande...e vedevo il tempo scorrere per trovar risposte....ora stavo conoscendo la disperazione non volevo andar via senza nullaaaaaaaaaa
Il mio grido fu così alto che mi spaventai avevo paura di me stesso
che implorai la vicinanza di qualcuno....non so se poi ero cosciente di ciò che mi è accaduto ma so che mi sono sentito in pace....
Avevo uscito tutta la mia rabbia i conflitti le frustrazioni i dolori le colpe quel mio essere invisibile ero completamente vuoto di una storia pesante di anni che riuscii a udire due voci ....tranquilli pacati
uno difronte all'altro parevano amici stretti tra loro quasi compaesani come se venissero dallo stesso pianeta .....li udivo chiacchierare ma le loro voci riportavano il mio nome avevo un nome lungo ma su di loro era molto breve sembrava che mi chiamassero con un diminuitivo ...la luce più trasparente raccontava dettagliatamente tutta la mia vita da quando ero dventato seme minimi particolari che solo io conoscevo ......zitto ho ascoltato ora sì che tutto mi era chiaro ...io che ero stato sempre cieco ora vedevo me stesso accanto al mio corpo...la mia anima era uscita per andare incontro alla morte ...parlava di me di come mi sentivo libero ...la morte prese a sorridere ....non doveva far nulla che accompagnarmi a vivere.
Le nostre paure le lasciamo in terra le vesti di un corpo cadono e spogliati del tutto ci accorgiamo di questa meravigliosa creatura che è in noi silenziosa paziente consigliera che ha sempre delicatamente bussato al ns. cuore lasciandoci libero arbitrio di sentirla o meno ..una creatura creata per non farci morire nella disperazione ma riportarci nel nostro essere spirituale ricominciare a riprendere una nuova vita in un altra dimensione ...la morte non è altro che vita...un passaggio di pianeta un sollevarsi da un corpo che finisce la sua esistenza in terra che ritrova la strada di Casa del Padre...
Nelle vs. biblioteche le mie parole impolverate sono arrivate notti per tradurre un linguaggio straniero per captare spunti di un'anima o meglio di due anime di due messaggeri venuti per l'uomo ognuno con la propria missione....noi ne facciamo distinzione ma essi sono complementari....
Quardate i volti che tendono ad andare via..misurate i loro bisbigli prima di veder i loro occhi chiudersi tutti parlano tutti odono tutti gioiscono nessuna riga di rimpianto sui loro visi.
Ancor oggi vivo ma con un linguaggio unico univerale come quello dell'Amore.
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iris56
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Inserito il 16/11/2011 15.10.46
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Citazione iris56 ha scritto:
Scavare nel passato degli altri è sempre difficile perchè indecifrabili sono le rime di un'anima che prende voce nessuno può inoltrarsi nelle vesti della morte ...
Quardate i volti che tendono ad andare via..misurate i loro bisbigli prima di veder i loro occhi chiudersi tutti parlano tutti odono tutti gioiscono nessuna riga di rimpianto sui loro visi.Ancor oggi vivo ma con un linguaggio unico univerale come quello dell'Amore.
Veramente bello questo brano, Iris.
Ho ravvisato in questo scritto il passaggio dalla vita dolorosa terrena a quella eterna fatta di Amore, mi ha fatto ricordare una frase di Don Oreste Benzi :
“Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto.
In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio.
[...]
La morte è il momento dell’abbraccio col Padre, atteso intensamente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni creatura.
La morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio.”
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Liana ....Dio è amore, sia fatta la Sua Volontà.
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Inserito il 17/11/2011 8.11.58
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SALITE E DISCESE. Da 'Vorrei...di Iris
(...)
La vita è una collina
in discesa ed in salita
non dobbiamo mai mollare
anche quando non vediamo splendere il sole
sul nostro cammino ma
siamo coperti da nuvole grigie...
ma si sa...
(...)
Se ci appoggiamo al
Bastone della Vita
che ci sorregge
possiamo risalire la china
e scorgere la luce...
Cerchiamo di non essere egoisti
nel chiedere
perché la ricchezza di cui ci vogliamo rivestire
appartenga a tutti
...che l'Amore Sia Universale
di questo abbiamo bisogno...
che questo sacchetto di semi
sia sulle spalle di ogni essere
possa essere seminato nella propria terra e in quella straniera
e nasca in noi e nel nostro prossimo
un tronco forte
dalla quale un domani
verranno rami robusti e frutti sani.
(...)
Eraclito (+ 475 a.C.) diceva che la via in salita e quella in discesa sono un'unica via, esattamente: “La via in su ed in giù è unica ed identica”. E aggiungeva: “Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell'anima: così profondo è il suo lógos”. Penso che avesse ragione. E anche quando non vediamo splendere il sole, il sole splende ugualmente sopra le nuvole. Ed ha ragione Iris a dire che non dobbiamo mai mollare: Gesù ha guarito i nostri occhi e li ha resi capaci di vedere anche oltre le nuvole. Dobbiamo fare nostra la Fede di Abramo, che ci induce a credere contro ogni speranza: se il Signore non ha mai deluso le attese di coloro che in Lui hanno sperato, neppure la nostra attesa andrà delusa. Le nuvole grigie non sono un “no” di Dio, sono un “non ancora”. Ma si sa... il bastone per sorreggerci è pesante e tutti non se la sentono di inserirlo nel proprio equipaggiamento...peccato, perché senza il Bastone della Vita o si cade distrutti o si gira intorno senza avanzare. La salita e la discesa a cui Iris si riferisce è un’anima che appartiene alla gloria di Dio, ma che discende ancora a portare nei cuori di chi è rimasto un po’ di quella luce nella quale vive. Ma è proprio per questo che salita e discesa sono la stessa realtà. Una creatura nata nell’amore, vissuta nell’amore, vivente nell’amore, che continua ad alimentare l’amore di tutti e di ciascuno. Non c’è un prima e un dopo, è un continuum di amore...a condizione...a condizione di non essere egoisti. La preghiera più naturale sarebbe stata “Signore salva questa creatura”, ma la preghiera più vera e più utile è “Signore, amala in eterno, questo è il suo bene. Ora la so felice” e amare veramente significa desiderare la felicità e il bene di chi amiamo, anche se lo diciamo con le lacrime agli occhi e la voce che si strozza in gola. Ecco il tuo sacco di semi, dai quali nasceranno alberi con rami robusti e frutti sani. L’Amore Universale è fatto di tante piccole fiammelle che diventano un incendio, altrimenti è un fuoco d’artificio: un botto, un grande lampo di luce e poi, inesorabilmente torna il buio e il silenzio...Qualche volta la nostra vita è proprio così. Con affetto.
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Modificato dall'autore il 05/01/2012 1.36.23
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Inserito il 05/01/2012 1.33.31
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"Ma si sa... il bastone per sorreggerci è pesante e tutti non se la sentono di inserirlo nel proprio equipaggiamento...peccato, perché senza il Bastone della Vita o si cade distrutti o si gira intorno senza avanzare".
E' la mia, la nostra debolezza che ha bisogno di sostegno: quante volte mi capita di dire " chi me lo fa fare", ma poi quel bastone mi fa andare avanti. Devo fare altra strada, ho altra gente da incontrare con cui parlare, annunciare la mia povertà che vuole amare, incontrare altri poveri da abbracciare.
Quel bastone è un regalo, la chiamo fede.
Grazie Iris, grazie don Moreno.
enzo
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Inserito il 05/01/2012 10.18.51
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